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REGOLE CHIAVE PER PERDERE PESO

Per raggiungere l'obbiettivo totale sarebbe importante (anche se difficile ma non impossibile) riuscire a a mettere perfettamente in atto queste 4 regole:

- regime alimentare corretto rapportato ai gusti personali, alla facilità di reperimento del cibo, alle abitudini, alla biotipologia metabolica, alla cronobiologia ormonale, alle eventuali intolleranze.

- attività fisica costante, sufficiente, mirata, personalizzata, gradita e stimolante (secrezione di endorfine gratificanti)

- atteggiamento mentale positivo e motivato, aiutati da ambienti e persone che possano sostenere le scelte e limitare le fonti di stress rinforzando l'autostima nelle proprie possibilità.

- giusto sostegno e bilanciamento dell'organismo con il corretto approccio idrico e con l'introduzione di metodiche e integratori che possano aiutare a riequilibrare e stabilire l'osmosi generale dei sistemi biologici.

Pur nella consapevolezza dell'estrema difficoltà a realizzare tutti i punti, si possono ottenere buoni risultati anche agendo su uno solo dei parametri esposti. L'efficacia migliore e duratura si ottiene comunque attuandoli tutti.


Fra le varie strategie che possono aiutare a portare a termine un programma dietetico e d'allenamento ricordiamo:

- Non pesare mai in modo strettamente vincolante gli alimenti.
Nella maggioranza dei casi è sufficiente farlo la prima volta per poi attenersi ad un dosaggio più visivo e che non generi l'ossessivo stress di dover pesare tutto (uno dei motivi per cui molte persone smettono di seguire un regime dietetico con indicazioni quantitative troppo rigide).
Inoltre siamo ormai sicuri che difficilmente si è certi del valore calorico degli alimenti introdotti.

Infatti consultando più tabelle dei valori bromatologi ci si accorge come facilmente ci siano differenze anche macroscopiche fra valori dello stesso alimento.
Ciò avviene con cibi composti (come il pane) ma probabilmente dipende anche dalla ricetta usata per la composizione (il pane di Catania è diverso da quello di Firenze o Aosta).
Questo errore è comunque riscontrabile anche sugli alimenti singoli, infatti fra un raccolto e l'altro o fra la carne di un animale e un altro, esistono facilmente delle differenze.
E' quindi oltremodo assurdo avere diete che fanno pesare in modo vincolante e maniacale, infatti non si sarebbe comunque certi delle calorie assunte.

- Considerare di prevedere un giorno libero a settimana, una sorta di valvola di sfogo che tende a compensare le tensioni accumulate durante gli altri giorni.
Questo può sembrare una concessione troppo liberale, in realtà in un'unica giornata difficilmente si riescono a rovesciare le sorti metaboliche impostate durante i giorni precedenti.
Spesso sono molto più pericolose le costanti mini-concessioni quotidiane, i cosiddetti assaggini, che troppe volte mandano a monte l'obbiettivo da raggiungere.
Si crea inoltre una situazione psicologica per cui quando una cosa è vietata c'è una forte pulsione a farla, nel momento in cui si concede l'istinto non è più così forte.

Questo giorno serve anche per dare un ulteriore stimolo metabolico e avere una giornata con un'impennata calorica; inoltre questo viene vissuto come una sorta di premio, una gratificazione che rinforza la motivazione nel riprendere la settimana seguente con rinnovato entusiasmo.

- Darsi degli obbiettivi fattibili, non 4/5 chili in 10/12 giorni, ma mete a medio-breve termine (3/6 settimane) con cali di 1/3Kg, infatti il dimagrimento fisiologico è all'incirca 400/500 gr a settimana

- Mangiare lentamente e alzarsi da tavola mai sazi. Il sintomo della sazietà arriva sempre con un piccolo ritardo rispetto al momento in cui abbiamo assunto cibo, questo è dovuto al tempo necessario per stimolare i recettori gastrici e per aumentare i livelli glicemici. Ricordarsi inoltre che la verdura è un ottimo riempitivo.

-Dividere i pasti in 4/6 al giorno, è infatti da evitare il rischio di andare in ipoglicemia perché passato troppo tempo fra un pasto e l'altro. In questo caso la tensione ci porterebbe a mangiare in modo nervoso e famelico con l'introduzione di un quantitativo di cibo molto più alto di quello effettivamente necessario, favorendo la trasformazione delle calorie in eccesso in grasso di deposito.

- Avere un momento fisso di controllo e conforto, che può essere effettuato dal medico ma anche dall'istruttore, il tutto per avere tappe intermedie (7/10 giorni) per verificare che il piano stia procedendo come da programma (senza mai drammatizzare eventuali piccoli fallimenti). Evitare comunque di pesarsi più di una volta alla settimana.

- Non fidarsi della sola bilancia ma affidarsi ad una valutazione antropometrica che calcoli anche il muscolo: Capita infatti soventemente che con l'inizio di un'attività fisica si stimoli la massa magra (cosa indispensabile in quanto aumenta il metabolismo), quindi il peso totale non cambia (meno grasso più muscolo) ma l'aspetto e la tonicità sono visivamente migliorati.

- Optare per cibi graditi, di facile reperibilità e con preparazione e cottura semplici; inoltre, nel caso di cibi confezionati, proporre pezzature commerciali, infatti è utile indicare 100gr du yogurt quando le confezioni reperibili sono da 125 gr. 

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