Perché si ingrassa?
Le motivazioni e le metodologie per
il dimagrimento, la cellulite, il gonfiore addominale.
La moderna scienza dell'alimentazione ha accertato come non sempre l'aumento di grasso corporeo sia solamente legato ad un'iperalimentazione. Ad un'analisi obbiettiva è facilmente verificabile come ci siano persone che mangiano quantitativi al di sotto della media eppure non solo non perdono peso ma, al contrario, hanno la tendenza all'accumulo di grasso. Questa evidenza è in'ulteriore conferma dell'inutilità del semplice calcolo matematico per cui basterebbe togliere 300/500 calorie al giorno dal fabbisogno (calcolato con formule teoriche) per ottenere il sospirato dimagrimento.
Le motivazioni sono sia di ordine fisiologico che psichico.
E' infatti ormai accertato come il rapporto con il cibo nasca fin dall'infanzia, spesso legato ad una compensazione di una situazione di disagio (al bambino che piange si da il succhiotto intriso di zucchero); da quel momento in poi il cibo è al centro dei nostri rapporti sociali, infatti ogni qualvolta ci si ritrova insieme lo si fa solitamente intorno ad una tavola. Questo comporta che una persona a "dieta" è visto come un "diverso", in molti casi questa situazione fa sentire "non accettati" e non aiuta certo a superare difficoltà che normalmente incontra chi decide di fare un programma dimagrante.
Il tanto demonizzato grasso è una splendida invenzione evolutiva che ha permesso all'uomo di sopravvivere adattandosi anche a situazioni estreme; rappresenta infatti un eccellente deposito di energia per i momenti di crisi alimentare.
Oggi tutto questo ci può sembrare assurdo o superfluo, ma se riflettiamo sono solo 50 anni che in Europa non ci sono conflitti e/o situazioni di pesante carestia (purtroppo in altri continenti non è così).
Questo benessere con facile disponibilità di cibo on ogni momento è quasi una situazione anomala a cui il nostro organismo non è abituato, del resto basti pensare solo ai nostri padri e nonni per capire quanto la loro vita fosse più impegnativa anche solo sotto il punto di vista dell'attività fisica.
Il grasso è inoltre un isolante termico eccellente, una protezione che il nostro corpo tende a mantenere quando fuori è freddo.
Questa affermazione può sembrare in contrasto con le leggi della termodinamica che ci dicono come, quando all'esterno è freddo, il nostro corpo deve bruciare di più per mantenere la temperatura costante.
Questo è vero, ma le calorie consumate, in caso di freddo esterno, il nostro corpo tende a prelevarle più da carboidrati e al limite da proteine; il grasso serve per proteggerci (esperimento statunitense dove le persone provavano a pedalare dentro e fuori dall'acqua fredda con il risultato che chi era al freddo arrivava addirittura a perdere massa magra).
Non a caso statisticamente le nazioni con la più bassa percentuale di grasso sono quelle con climi caldi (viceversa quelle con climi più freddi hanno le percentuali più alte); infatti in presenza di calore l'ipotalamo registra la situazione e lancia dei messaggi per cui il grasso di "difesa termica" non è più così indispensabile e si può ridurre il deposito (se si creano le giuste condizioni).
E' infatti assodato che si riesce a perdere più facilmente peso durante i mesi estivi.
Naturalmente non basta coprirsi bene o entrare in sauna, l'ipotalamo non è così stupido e noi non dobbiamo confondere il dimagrimento con la disidratazione,
Oltre al naturale calore del sole, una soluzione potrebbe essere l'infrarosso artificiale che riesce a passare il grasso cutaneo. Se non si oltrepassa, il grasso svolgerebbe la sua naturale funzione di isolante e dissipatore termico.
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